Analisi dei volumi nel trading di criptovalute

Il volume è un fattore importante quando si fa trading sulle criptovalute, anche se molti trader mi pare non tengano nella dovuta considerazione questo aspetto; ci sono infatti tante valutazioni che puoi fare sui volumi per ridurre il rischio delle tue operazioni e ottimizzare i tuoi profitti, in questo settimo capitolo avremo modo di approfondire proprio questa dimensione della nostra operatività. A differenza del capitolo precedente dedicato alle ichimoku questo sarà molto più semplice e facile da capire, quindi non perdiamo altro tempo ed entriamo subito nel vivo di questo post.

Alcune regole per ridurre il rischio attraverso l’analisi dei volumi

Come abbiamo accennato in diversi passaggi nei capitoli precedenti il mercato delle criptovalute, non essendo soggetto alle strette regolamentazioni che vigono sui mercati finanziari, si presta troppo spesso alle manipolazioni di pochi facoltosi male intenzionati. Una rapida occhiata ai volumi ci permetterà di tutelarci dal finire nelle grinfie di questi arraffoni; la prima valutazione che dovresti fare è sulla liquidità che giornalmente transitano su una determinata piattaforma su una certa coppia, da qui quindi la prima regola alla quale ti consiglio di attenerti rigidamente:

REGOLA UNO: MAI OPERARE SU CRIPTOVALUTE CON UN VOLUME GIORNALIERO INFERIORE AI 20/30 BITCOIN

Questo perché un male intenzionato potrebbe facilmente gonfiare il prezzo su una cripto a bassa liquidità andando poi a buttare giù il prezzo in maniera violenta non appena si rende conto che il trend rialzista che ha imposto a quel mercato ha iniziato ad attirare i primi speculatori. Anche se i mercati delle criptovalute non sono soggetti a regolamentazioni, infatti, manipolare il prezzo diventa sempre più complicato all’aumentare della liquidità.

REGOLA DUE: BUY THE FUCKING DIP

Questa è una cosa che se sei un assiduo frequentatore di twitter leggerai molto spesso, letteralmente significa “compra il fottuto fondo” e normalmente si riferisce al fatto di acquistare in corrispondenza dei minimi storici del prezzo. Per un neofita questo può però essere complicato perché significa andare a comprare in prossimità di un supporto che, qualora venisse rotto, comporterebbe un crollo molto importante del prezzo. Tuttavia anche i volumi sono ciclici e si muovono tra un minimo e un massimo, di conseguenza il mio consiglio è di tentare di comprare prima che il volume esploda, in corrispondenza dei minimi storici del volume e di modo da essere in una posizione di vantaggio quando la volatilità tornerà ad esplodere

REGOLA TRE: IL VOLUME PARLA

Anche questo è un concetto che ritroverai spesso sui social, in inglese leggerai “volume speaking” questo si aggancia direttamente alla regola precedente e significa che dopo una fase di contrazione dei volumi (che può durare anche molto tempo) questi ricominciano finalmente a crescere, ma lentamente; il modo che ha il volume di parlarti è attraverso un improvviso picco degli acquisti che, normalmente, ci indica che qualcuno sta accumulando quella determinata cripto. Quando il volume ti sussurra che il prezzo è entrato in fase di accumulazione quello che devi fare è aspettare che ritracci su un nuovo minimo e procedere quindi con l’apertura di una nuova posizione.

Quali strumenti utilizzare per l’analisi dei volumi

Ci sono diversi oscillatori e indicatori che permettono di analizzare l’andamento dei volumi, alcuni molto semplici ed altri più sofisticati; nel primo caso si tratta di strumenti che non sono capaci di fornirci segnali di trading efficaci ma che, usati in concomitanza ad altri strumenti, ci forniscono informazioni utili per la nostra operatività, gli strumenti più evoluti invece (che sono anche quelli più difficili da leggere e interpretare) ci forniscono anche dei segnali di ingresso ed uscita dalle nostre operazioni. Qui di seguito ne andremo a vedere soltanto due, uno di più facile comprensione e il secondo un po’ più complicato da interpretare

Che cos’è e come si usa il volume oscillator

Evitiamo in questo caso di scadere nel mero nozionismo per uno strumento di così semplice lettura, come vedi si tratta di un oscillatore che si muove tra un minimo e un massimo; nei rettangoli rossi ho evidenziato come normalmente superata la linea dello zero dopo aver toccato un valore minimo anche il prezzo sul grafico a barre inizia a salire. Come accennato ti sconsiglio di usare questo strumento per trarne segnali di trading, ma affiancato ad altri strumenti ci può dare conferme molto utili per la nostra operatività.

Che cos’è e come si usa il klinger volume oscillator

Questo è già uno strumento più sofisticato, che ci permette di ricavare veri e propri segnali di acquisto e di vendita; ci sarebbe molto da parlare di questo oscillatore ma sapete cosa? Non lo farò…
Mi limiterò a dire che concettualmente somiglia molto al MACD e che anche in questo caso ho evidenziato in figura con dei rettangoli rossi alcuni movimenti particolarmente esemplificativi relativamente a come funziona questo oscillatore. Inutile addentrarci troppo in inutili spiegazioni, se hai seguito questo “corso” sin dal primo capitolo ti è bastata certamente una sola occhiata per intuire come funziona il klinger volume oscillator, in caso contrario ti suggerisco di tornare al via e riprendere la lettura di questo materiale sin dal capitolo uno.

Conclusioni
C’è una cosa che ho omesso di dire in questo capitolo e riguarda le famose divergenze (termine che hai già letto nei capitoli precedenti ma su cui ancora non ci siamo soffermati); dal momento che l’analisi delle divergenze concettualmente è sempre la stessa a prescindere che venga fatta strettamente sul prezzo o sul volume, di questo ci occuperemo direttamente nel prossimo capitolo, per adesso concentriamoci ad acquisire e padroneggiare le informazioni raccolte in questi primi sette capitoli del nostro corso.

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